Crosta lattea

La crosta lattea è una manifestazione molto frequente nel neonato, fortunatamente non grave, che scompare naturalmente col tempo o con l’aiuto di trattamenti specifici.

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Contenuti

Che cos’è la crosta lattea?

Del tutto inoffensiva per il neonato, la crosta lattea può essere fonte d’inquietudine e spesso di disagio per i genitori.
Di conseguenza, essi desiderano sapere tutto sulla crosta lattea, una manifestazione che compare senza motivo apparente sul cuoio capelluto del loro bambino. Le cause della crosta lattea non sono note con precisione, ed esistono a tutt’oggi diverse teorie in merito ai fattori che ne influenzano la comparsa. Quest’affezione sembrerebbe essere correlata a un’eccessiva produzione di sebo a livello cutaneo, responsabile per la proliferazione di un lievito naturalmente presente sulla superficie della pelle (lieviti del genere Malassezia). Questi lieviti provocano un’infiammazione e un’accelerazione del processo di eliminazione delle cellule morte, all’origine delle squame visibili sulla superficie del cuoio capelluto.

Si descrivono due tipi di crosta lattea:

  • la forma cosiddetta secca compare nelle prime settimane di vita e sembrerebbe predisporre il neonato alla pelle grassa in età adulta;
  • la forma cosiddetta umida è accompagnata da essudazioni e rientrerebbe invece nel quadro dell’eczema allergico del neonato.

Non esistono attualmente dati scientifici sufficienti a corroborare tali affermazioni; si tratta più che altro di constatazioni basate sulle osservazioni di alcuni pediatri. Inoltre, non bisogna dimenticare che la crosta lattea è si risolve spontaneamente, inoffensiva e non grave.

La crosta lattea, fortunatamente, non crea alcun disagio al neonato; può però rivelarsi problematica per i genitori, essendo antiestetica. Se si decide di curarla, è importante capire con precisione cosa sia la crosta lattea, per poter scegliere i trattamenti giusti ed evitare che persista, si estenda o si infetti.

Come riconoscere la crosta lattea?

È facile riconoscere la crosta lattea. Le lesioni si manifestano tipicamente sotto forma di placche eritematose (= placche rosse) ricoperte di squame spesse (= pelle morta), untuose e giallognole, sulla sommità del capo e in corrispondenza della fontanella anteriore (= spazio tra le ossa del cranio dei neonati che, durante la crescita, subisce un progressivo processo di ossificazione). La fontanella è il punto di congiunzione tra le ossa del cranio, sulla sommità del cranio stesso. Trattandosi di una zona ancora aperta e molle, nelle prime settimane di vita si tende a non toccarla né trattarla… ma non è poi così fragile, e può decisamente sopportare un lavaggio delicato.

In alcuni casi, l’interessamento della crosta lattea va oltre il cuoio capelluto e raggiunge sopracciglia, alcune pieghe cutanee o persino il sederino del neonato.
La crosta lattea non provoca alcuna alterazione delle condizioni generali del bambino, non crea fastidio né prurito. In generale, le lesioni scompaiono nel giro di qualche settimana, o anche meno, ma possono persistere in alcuni casi sino ai 2-3 anni di età.

Cosa fare per contrastare la crosta lattea?

Contrariamente ai luoghi comuni, la crosta lattea non è in alcun caso imputabile a igiene scarsa o inadeguata.
E’ invece provocata dall’eccesso di sebo, che intrappola sulla superficie cutanea le squame o le cellule morte prodotte in eccesso.

Benigna e inoffensiva: cosa bisogna fare per contrastare la crosta lattea?
Nella maggior parte dei casi, la dermatite seborroica del neonato è transitoria e scompare adottando semplici misure igieniche, come utilizzare uno shampoo delicato senza sapone formulato in modo specifico per i neonati.
Quando le croste sono numerose o molto spesse, è possibile ricorrere a trattamenti specifici: possono essere consigliati, da soli o in associazione, trattamenti o lozioni da applicare prima di lavare il neonato, o shampoo ad azione cheratolitica (che agevola il distacco delle cellule morte) per favorire l’eliminazione delle squame.
Dopo aver fatto il bagnetto e risciacquato accuratamente la capigliatura del neonato, è necessario spazzolargli delicatamente i capelli con una spazzolina adatta, per non irritare il cuoio capelluto. L’azione meccanica del brossage permetterà di eliminare la crosta lattea, che si distaccherà più facilmente grazie all’azione dei trattamenti.

Se dopo qualche settimana i trattamenti si rivelano inefficaci, se la crosta lattea si estende o il cuoio capelluto del tuo bambino è molto arrossato, ti consigliamo di consultare il medico.

Quali rimedi contro la crosta lattea?

La crosta lattea non è niente di nuovo, come malattia! Le nostre nonne erano già prodighe di consigli e di rimedi contro la crosta lattea, come applicare sul cuoio capelluto, un paio d’ore prima del bagnetto, un corpo grasso (vaselina…) per ammorbidire la crosta e facilitarne l’eliminazione. Se il neonato non ha ancora i capelli, si consiglia invece l’utilizzo di linimento o olio d’oliva, al posto della vaselina.
Esistono altri rimedi più naturali testati da molte mamme, come il latte materno o le soluzioni omeopatiche, la cui efficacia non è però ancora scientificamente dimostrata.

Al di là dei trattamenti, più o meno naturali, è particolarmente importante adottare una routine di igiene con prodotti specifici per lenire il cuoio capelluto, ridurre il rischio di nuove irritazioni ed evitare la formazione di nuove croste.
La crosta lattea è una malattia cutanea comune, transitoria, che non lascia tracce sulla pelle e che non lascia necessariamente presagire una dermatite seborroica in età adulta.
Il termine crosta lattea si applica in modo specifico al neonato; quando è l’adulto a essere interessato da una patologia cutanea che le assomiglia, si tratterà allora di forfora semplice o di dermatite seborroica dell’adulto (una patologia cronica che si manifesta con sfoghi e si distingue dalla forma che interessa il neonato in base a diversi criteri).

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