I trattamenti che cambiano la tua vita quotidiana

Cos’è la psoriasi?

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Infiammatoria, per la presenza di placche rosse, spesse che prudono. Cronica, per l’alternanza tra periodi di crisi e periodi di remissione. La psoriasi non risparmia nessuno, può colpire i due sessi, a tutte le età, tutte le categorie socioprofessionali. Non è una malattia contagiosa o dovuta a una scarsa igiene.

La psoriasi non è una malattia contagiosa

La psoriasi non è una malattia contagiosa. È, invece, una malattia «che si vede», che interpella e interroga la persona che guarda, che mette a disagio e isola la persona che ne soffre. Una miglior conoscenza della malattia consente alla persona di accettarla meglio, di vivere meglio quotidianamente, sia essa paziente, assistente, professionista sanitario o semplice spettatore.

A cosa rassomiglia la psoriasi?

Dipende. La forma più frequente si chiama la psoriasi a placche, si presenta con delle placche dai contorni netti, rossi ma ricoperte da spesse squami bianche. Le localizzazioni sono del tutto caratteristiche: gomiti, ginocchia, fondo schiena…. Ma anche altre zone sono colpite come il cuoio capelluto, le unghie, il viso… Indipendentemente dalla parte del corpo colpita, i pruriti e il fastidio possono essere intensi. Quando la psoriasi è molto estesa il malessere è ancora più importante e può ostacolare alcune attività. In ogni caso, è difficile non grattarsi o non strapparsi le squame, può sapendo che ciò non fa che aggravare la crisi.

Forme di psoriasi

Esistono molte altre forme di psoriasi, che visivamente sono a volte molto lontane dalla psoriasi a placche. Eppure, è la stessa malattia che si esprime diversamene. Tra le forme più note e più frequenti,

  • la psoriasi guttata è caratterizzata da numerosissime lesioni molto piccole, in genere di qualche millimetro.
  • Nella psoriasi nummulare, le lesioni sono più grandi e ricordano delle monete.
  • La psoriasi inversa o psoriasi delle pieghe è, come indica il suo nome, una psoriasi essenzialmente localizzata nelle pieghe, con delle placche molto rosse e per lo più prive di squame.
  • La psoriasi eritrodermica, da una parte, e la psoriasi pustolosa dall’altro, sono più rare ma anche più gravi, e hanno bisogno di un trattamento rapido.

La pelle non è il solo organo colpito dalla psoriasi.

L’infiammazione cronica può anche colpire le articolazioni. Il reumatismo psoriasico, chiamato anche psoriasi articolare, colpisce circa 15% dei pazienti, con e senza lesioni cutanee associate, fatto che rende a volte difficile la diagnosi. Le principali articolazioni colpite sono da una parte la colonna vertebrale (coinvolgimento assiale), e dall’altra quelle delle dita, degli alluci, delle caviglie, delle ginocchia (coinvolgimento periferico). I sintomi principali sono quelli di una malattia reumatica: dolori, gonfiori, difficoltà ad alzarsi il mattino, in seguito distruzioni e deformazioni articolari sul lungo termine e in assenza di trattamento.

La gran parte dei trattamenti orali o delle bioterapie sono attive sui due tipi di infiammazione, cutanea e articolare. I dolori non si vedono come le placche, ma sono altrettanto invalidanti nella vita quotidiana. È dunque essenziale parlare dei propri dolori al proprio medico, per ricevere un trattamento adatto per il reumatismo psoriasico.

 

La psoriasi durante la gravidanza

La psoriasi può interferire con tutti gli istanti della vita. La psoriasi durante la gravidanza è fonte di numerose domande e di numerose angosce dai futuri genitori.

Non appena una coppia desidera un figlio, bisogna parlarne con il dermatologo per fare il punto sui trattamenti, e in caso, modificarli per renderli compatibili con una gravidanza. Stessa cosa durante l’allattamento. Riguardo all’evoluzione della psoriasi, resta imprevedibile, anche se la gran parte delle donne incinta affette da psoriasi costatano un miglioramento dello stato della loro pelle. Purtroppo quest’effetto benefico è solo temporaneo e dopo il parto è possibile soffrire una riacutizzazione.

La trasmissione della malattia al neonato è anch’essa del tutto imprevedibile, in quanto i fattori genetici della psoriasi non sono del tutto noti e restano, il più delle volte, associati a dei fattori ambientali scatenanti. Sì, no, forse: non lo possiamo sapere. La malattia può iniziare in età adulta o sin dall’infanzia.

La psoriasi nel bambino può insorgere sin dai primi anni con la psoriasi nelle pieghe sotto i pannolini («psoriasi del pannolino»). L’infanzia è un periodo difficile per il trattamento della psoriasi, in quanto il bambino non capisce l’interesse di curarsi, bisogna rincorrerlo per mettergli la crema, bisogna negoziare permanentemente e trovare delle idee per farlo grattare di meno: pensare al freddo sotto tutte le forme (spray d’acqua termale, il dorso di un cucchiaio…) e alle attività sportive e ricreative per distrarre il bambino.

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